Il Tipico Calabrese

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Il Tipico Calabrese rispetta i seguenti orari: 9,00/14,00 - 17,00/21,00.
Lunedì chiuso.

Camere

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Informazioni Generali

IL TIPICO CALABRESE – “Emise vàddhome tin cardìa” – Noi ci mettiamo il cuore.

Il Tipico Calabrese, unico nel suo genere, è collocato a Cardeto a ridosso del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Paese di lingua greco-calabra fino ai primi decenni del ‘900, dista circa 15 km dalla città metropolitana di Reggio Calabria. Il locale, su due livelli, “catoiu” e “sularu” e annessa “loggia”, è arricchito da numerosissime teche che descrivono gli aspetti culturali e sociali di un’area, la Vallata del Sant’Agata, ancora tutta da scoprire.

Un locale davvero inimitabile, basta entrare per accorgersi di trovarsi in un posto dove il tempo sembra essersi fermato; un luogo che coniuga la genuinità della cucina tipica aspromontana con la simpatia e la piacevole ospitalità di Marcello, “antropologo da combattimento”, della moglie Giovanna, della suocera Rosa e della piccola Irene. L’Osteria è ormai un punto di riferimento consolidato per tutti gli amanti del buon cibo, apprezzato e visitato da clienti provenienti da ogni parte del globo. Le innumerevoli dediche lasciate ne sono la testimonianza. Gustando le pietanze l’ospite può subito percepire l’amore per ciò che si sta facendo e per il territorio, attraverso un cibo che rientra nelle vecchie e squisite tradizioni ricche di odori e profumi. Un ritorno ai sapori della cucina greco-calabra. Si intraprende così un viaggio nel gusto immersi nella tradizione, nella cultura gastronomica, un vero e proprio “ritorno alla natura e alla genuinità” in un’atmosfera di casa, dove il cibo viene preparato nel pieno rispetto delle stagionalità. Un tuffo nella Calabria più vera, per assaporare e conoscere gli odori e i profumi d’un tempo. Una tavola ricca di tanti sapori e colori che sono reminiscenze delle numerose colonizzazioni avvenute sul territorio, pietanze del passato “testimoni” della più arcaica identità grecanica.

Occasionalmente il locale offre serate di musica, canti e balli della tradizione, presentazioni di libri e visioni di film-documentari sulla Calabria. Durante l’anno vengono organizzati anche dei laboratori per la lavorazione della pasta e dei dolci delle feste ed alcune brevi escursioni per conoscere e raccogliere le erbe selvatiche. Annesso al locale vi è la bottega dove vengono proposti i prodotti artigianali ed enogastronomici dell’Area Grecanica e della Calabria in generale.

Il Tipico Calabrese rispetta i seguenti orari: 9,00/14,00 – 17,00/21,00. Lunedì chiuso.

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Check-in

Flessibile

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Flessibile

Pagamenti Accettati

Contanti, bonifici e assegni.

Servizi

  • Animali
  • Attrezzato per portatori di handicap
  • BAR
  • Ristorante

Cardeto

Cardeto

Nella Valle del Sant’Agata, tra i boschi dell’Aspromonte, si trova il primo centro dell’Area Grecanica: Cardeto.

La valle reca lo stesso nome della fiumara che la attraversa con il suo argine destro, e pare che toponimo e idronimo siano legati alla santa siciliana che ne proteggeva gli abitanti, Santa Agata, alla quale era infatti intitolata una chiesa, poi andata distrutta.

Dalle pendici dell’Aspromonte, la fiumara Sant’Agata si snoda lungo un tracciato più o meno agile all’interno del territorio dei comuni di Reggio Calabria e Cardeto per tuffarsi nel tratto di costa marina in prossimità dell’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”.

Nell’area contigua agli abitati di Cardeto, Cataforio e San Salvatore, la fiumara scende morbidamente e va via via restringendosi tra valli e terrazzamenti dedicati da tempo alla coltivazione del bergamotto, agli agrumeti, ai vigneti, ai castagneti e  alle caratteristiche nasìde, piccole isole di coltivazione contenute dalle cosiddette armacìe, i tipici “muri a secco”. Anche a difesa dei bergamotteti sono posti argini in muratura, come sono grossomodo protetti tutti i giardini di coltivazione, esito degli interventi operati sui terreni irrigui nell’Ottocento, pazientemente ripresi in seguito alla devastante alluvione del 1953.

IL NOME

Il nome Cardeto deriva con molta probabilità da cardo (lat. Carditum “luogo di cardi”). Il toponimo “luogo di cardi” è legato alla caratteristica presenza, in tutta l’area circostante al borgo, della pianta del cardo.

FRAZIONI E LOCALITÀ

Ambele, Calvario, Cartalimi, Castanea, Chimputo, Colachecco, Garcea, Giurricando, Iriti, Lamberta, Loddini, Mallamaci, Mannarella, Pantano, Piraino, Sant’Elia, Scala, Scranò.

LA STORIA

Le origini di Cardeto pare possano collocarsi nella tarda età bizantina. All’epoca, Reggio era un centro molto importante in tutta la Calabria poiché era stato elevato, sotto Basilio I, a Metropoli dei possessi bizantini dell’Italia meridionale, quindi il fulcro della Chiesa d’Oriente. Pertanto una moltitudine di monaci erano arrivati nei luoghi dell’entroterra a fondare i monasteri, attorno ai quali nascevano i centri abitati.

Certamente, Cardeto fu casale di Motta Sant’Agata fino al 1783 ed è quindi verosimile che gli stessi abitanti di Sant’Agata avessero costituito il centro in epoca precedente al secolo XI, durante le prime incursioni arabe. A difesa del centro fu edificata la Torre Saracena, i cui resti possono ancor oggi vedersi in località Serra.

La torre sarebbe pertanto servita agli agatini come faro d’avvistamento, considerata la sua posizione strategica sullo Stretto, oggi convertita in un belvedere mozzafiato. Tracce del passato bizantino si riscontrano nell’abbazia di S. Nicola di Foculica, in località Badia e nel monastero femminile di S. Maria di Mallemaci, nell’omonima località, a tre km dal borgo. Nel 1563, Cardeto fu data alle fiamme dall’inquisitore spagnolo Pietro Pansa, convinto della presenza di eretici. A detta del Barrio (1571), il centro era a quei tempi un casale “grecorum” e in effetti l’arcivescovo di Reggio Calabria, Annibale D’Afflitto, lo visitò, nel 1595, insieme al parroco del posto, il “greco” Giuseppe Bova. Ancora nel Settecento la lingua prevalente era quella greca mentre K. Witte, nel 1820, ricorda Cardeto “il primo paese da questa parte della Provincia dove si parli il greco e l’italiano”. Secondo il linguista Morosi, la conservazione fonetica di questa comunità era superiore rispetto all’idioma parlato nella Bovesia tanto che nel 1873, la definì una quinta colonia oltre a quelle di Bova, Condofuri, Roccaforte e Roghudi. Oggi la lingua greca non è più parlata ma rimane vivo un bagaglio di tradizioni musicali decisamente denso di grecismi. Il ritmo della tarantella avvolge questo borgo in più occasioni, specie durante la festa patronale di San Sebastiano, la cui chiesa è collocata fuori del centro storico, forse perché costruita nei pressi di un antico lazzaretto. Nella liturgia bizantina il santo era infatti considerato protettore degli appestati. Di origine bizantino è anche il culto dei santi medici Cosma e Damiano, di cui Cardeto conserva una pregevole tela, realizzata nel 1771 da un artista pugliese, che ritrae i due gemelli mentre curano gli ammalati al cospetto della Madonna degli Afflitti.

PERSONAGGI ILLUSTRI

Una delle più belle descrizioni di Cardeto è quella scritta dal Cardinale Luigi Tripepi.

SCOPRIRE IL CENTRO STORICO

A testimonianza dell’intensa vita religiosa di questi luoghi rimane il Santuario di Santa Maria Assunta di Mallemace, nell’omonima contrada, nel sito in cui anticamente era ubicato il monastero femminile di Sant’Andrea. La professione del rito greco è testimoniata a Cardeto fino al 1700, e così pure l’ellenofonia, come attestato dal Rodotà  e dal Pacichelli. Inoltre, il Witte nel 1821 e il Libetta nel 1845 confermano l’utilizzo da parte della popolazione del codice linguistico greco, frammisto ai termini dell’idioma dialettale calabrese.

Attualmente l’ellenofonia risulta estinta, ma fino al secolo XIX  la  lingua e la liturgia greca erano alquanto fervide.

Da non perdere le processioni legate al culto di Santa Maria Assunta di Mallemace: “a calata” il 13 agosto dal santuario fino a Cardeto; “u giru” il 15 agosto per le vie del centro storico di Cardeto; “a nchianata” prima domenica di ottobre in cui l’Assunta fa ritorno al Santuario.

GASTRONOMIA

L’economia attuale del paese è prevalentemente fondata sull’agricoltura e sull’allevamento. In particolare si producono ottimi salumi e formaggi molto apprezzati in tutto il territorio reggino.

Nell’ultima settimana del mese di Ottobre, poi, si svolge la sagra della castagna e il borgo aspromontano si riempie di centinaia di persone che arrivano da Reggio e da tutti i paesi della provincia reggina. È questo uno dei tanti momenti in cui Cardeto esprime la sua forte vocazione musicale accompagnando la degustazione delle caldarroste e delle castagne bollite con il ritmo della storica tarantella e degli antichi canti.

Vengono inoltre allestiti diversi stand che espongono i prodotti tipici locali, vari oggetti ed alcuni dei preziosi costumi d’epoca di Cardeto.

 

 


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Mappa

Telefono

0965/343696

Cellulare

329/3436179

Sito WEB

Facebook: il tipico calabrese
Tripadvisor: Ristoranti - Il tipico Calabrese

Indirizzo

Il Tipico Calabrese si trova a Cardeto in Via Torrente Sant'Agata, 54

Come raggiungerci

Da Reggio Calabria - A3 uscita Reggio Modena - S. Sperato – Cataforio - Cardeto Km 15.

Da Melito Porto Salvo – 186 Bagaladi – Bivio Saguccio - Pantano - Cardeto Km 54 da Reggio Calabria - A3 uscita Reggio Modena - S. Sperato – Cataforio - Cardeto Km 15.

Da Melito Porto Salvo – 186 Bagaladi – Bivio Saguccio - Pantano - Cardeto Km 54.

Da Gambarie d’Aspromonte - 186 Bivio Crocefisso – Bivio Sella Entrata - Bivio Cundù – Cardeto km 24.

Da Gambarie d’Aspromonte - 186 Bivio Crocefisso – Bivio Sella Entrata - Bivio Cundù – Cardeto km 24.