ESCURSIONE da Staiti a Monte Cerasia

Descrizione

Scheda Tecnica

Comune: Staiti

Difficoltà: T

Dislivelli: 464 m

Altitudini: Staiti (549 m) – Monte Cerasia (1.013 m)

Tempi: 3 ore

Acqua: fontane a Staiti e all’inizio della strada sterrata, fonte ad Acqua Ruggiata

Carte I.G.M.: F° 255 III SO Africo; 264 IV NO Palizzi

Monte Cerasia è un eccezionale e poco considerato punto panoramico tra il Mar Ionio e l’Aspromonte. La vista, infatti, consente di dominare gran parte del massiccio: la parte centrale ricoperta di boschi dal Montalto giù sino ai Campi di Bova, che poi digrada verso il Mar Ionio con versanti ripidi e brulli, solcati da numerose fiumare. Spiccano aguzze le rocche di Bova e di Pentedattilo ed in lontananza l’Etna. L’itinerario segue per buona parte una stradella in terra battuta che da Staiti sale verso la montagna e che si sviluppa ai confini del Parco Nazionale.

Merita una visita Staiti, un paese ancora a misura d’uomo, arroccato in alto con un bell’impianto urbanistico a gradinata, dove non c’è molto posto per le automobili.

Avvicinamento in auto

Seguire la SS 106 sino a Brancaleone Marina e qui deviare per Staiti, dove si giunge dopo 12 km.

Percorso a piedi

Lasciare l’auto nei pressi del curvone dove stazionano i bus di linea. Nel centro di Staiti, infatti, le vie sono così anguste che è difficile posteggiare e finanche transitare. Salire quindi verso la piazza principale e da qui proseguire per la parte alta del paese (Calvario), sino ad uscire dall’abitato. Una stradina sale verso la montagna, collegandosi, poco dopo, ad una strada in terra battuta. Seguirla sempre verso monte, tralasciando le deviazioni su piste secondarie. Nei punti aperti si notano a sinistra i ripetitori installati su Punta di Gallo, che ci copre la vista del borgo di Pietrapennata, e poco in basso i ruderi del monastero della Madonna dell’Alìca. Alcune ‘ncurtiture consentono di tagliare le ampie curve della strada e raggiungere la fonte che le carte dell’I.G.M. riportano come Acqua Rugiada (errata italianizzazione del toponimo acqua rruggiata, cioè ferruginosa). Superata l’area pic-nic di Falcò lasciare la strada principale e prendere a sinistra una stradina tra pini e lecci. In breve, si sbocca nel Piano di Maroprete; alcune piste d’esbosco si inoltrano verso Monte Cerasia. Seguire quella a destra, che continua a salire sempre più ripida sino ad un affaccio dove si ha di fronte Monte Cerasia, con ben visibile un punto trigonometrico. Si segue la pista, ora in piano, per un centinaio di metri, lasciandola presso i resti di una grande quercia per un sentiero a destra, tra lecci ed eriche, che segue una recinzione in filo spinato. Siamo infatti in località Tre Limiti, cosiddetta perchè ivi confinano i comuni di Bova, Palizzi e Staiti. Usciti dal bosco, dirigersi alla sella sotto Monte Cerasia, con una breve salita si raggiunge la cima. Prima di giungervi, però, non potrete fare a meno di notare gli enormi esemplari di querce che vegetano in questa zona.

Sono farnetti (Quercus frainetto Ten.), in dialetto carrà, carria, carru, che sono stati censiti in occasione dell’indagine condotta dal Club Alpino Italiano sezione Aspromonte per conto dell’Ente Parco, col supporto scientifico della Facoltà di Scienze Forestali dell’Università di Reggio Calabria.

L’esemplare più grande ha 4,5 m di circonferenza ed un altezza di 35 m.

Fonte: Guida Naturalistica della Calabria Greca – Alfonso Picone – Rubbettino Editore – Collana Parco Culturale della Calabria Greca.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Informazioni Utili