Un giorno alla Chòra

Descrizione

Nido di falchi, culmine di altezza cui giunge solo il buon camminatore, sogno d’un leggendario costruttore ch’eresse opra di forza e di bellezza…

(dalla Poesia “Bova” di Domenico Napoleone Vitale, poeta classico della Calabria Greca)

 

A Bova, uno dei “Borghi più Belli d’Italia“, “Gioiello d’Italia” e dal 2015 anche “Bandiera Arancione” il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano rivolto alle piccole località dell’entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità, è possibile non solo vedere il bello ma anche toccarlo, sentirlo, gustarlo…

Il Borgo medievale arroccato nel cuore della Calabria Greca, all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, è stato costruito in un sito  poco accessibile proprio per non essere depredato dai pirati, e per tale caratteristica  ha preservato nel tempo quel “bello” che si può ancora toccare: chiese, palazzi, vicoli, case, fontane, facciate in pietra, blasoni, archi,  battenti in ferro, muretti a secco, antichi selciati e abbeveratoi per animali. Qui l’archeologia è la storia del paesaggio rurale, delle sue evoluzioni determinate dalle scelte più o meno consapevoli dei propri abitanti.

Passeggiando per le strade del Borgo ci si sente come degli antichi viaggiatori dell’Ottocento, alla scoperta di luoghi inesplorati. Percorrendo strade in pietra, incontrando Chiese e Palazzi nobiliari, inerpicandosi per i viottoli che portano ai resti del Castello Normanno e alla Torre Normanna, leggendo la toponomastica trilingue (italiano, Greco di Calabria e Greco moderno), si ha l’impressione di fare un viaggio nel passato.

Ma il presente detta i tempi ed è per questo che, con una sorta di mediazione tra quello che il cuore vorrebbe e quello che la realtà impone, conosceremo la Chòra, il capoluogo culturale della Calabria Greca in un “viaggio lungo un giorno“.

Itinerario di Visita del Borgo

Il punto di incontro con la guida è Piazza Roma , la piazza principale di Bova su cui si affaccia Palazzo Marzano (XIX sec.), sede del Municipio, e Palazzo Nesci (inizio XVIII sec.), abitazione privata. Andando per Via Borgo e girando a destra per Via Santo Spirito si arriva alla Chiesetta dello Spirito Santo (XVII sec.) orientata ad est, testimonianza della cultura e della religiosità bizantina in quanto al proprio interno è stato ricostruito l’iconostasi e in alcune ricorrenze vengono celebrati i Vespri. A Bova  il rito bizantino fu introdotto dai monaci basiliani e durò fino al 1500 quando il Vescovo Stauriano  impose il rito latino e fece scomparire ogni traccia del rito greco.

Usciti dalla Chiesa, appena sulla sinistra nella Piazzetta della Punta, si trovano un Torchio  e “Scudedda” di frantoio a una macina a trazione animale, che invitano  il visitatore  a percorrere, il Sentiero della Civiltà Contadina (2015). Si tratta di un Museo all’aperto di rara bellezza che ospita in armonia con il paesaggio pezzi di antichi mulini e frantoi delle campagne di Bova, che un tempo quando l’agricoltura era la primaria attività dell’uomo funzionavano incessantemente lungo le fiumare.

Proseguendo e risalendo si ritorna in Piazza  dove un’antica pietra, posta in un belvedere naturale,  invita il visitatore e sedersi e ammirare il panorama. Lasciata la Piazza, salendo dalla traversa del Municipio, si arriva alla Casetta Grecanica, un esempio di antica casa locale. Si tratta del primo recupero conservativo del Borgo realizzato nel 2001 grazie ad un progetto della Facoltà di Architettura dell’Univesità di Reggio Calabria – Dipartimento PAU. Il recupero della Casetta Grecanica ha segnato una svolta per Bova in quanto ha permesso di qualificare le maestranze locali, mettere a punto le tecniche di restauro e stimarne  i costi, passaggi fondamentali che avrebbero poi portato negli anni seguenti ad una riqualificazione pressochè totale del Borgo. Sui muri è possibile vedere il “rincoccio“, antica tecnica “antisismica” risalente al periodo bizantino .

Lasciando la Casetta Grecanica, salendo per Via Maddalena, si arriva al Santuario di San Leo (XVII sec.) a pianta rettangolare ed unica navata con cappelle laterali. Presenta alle pareti preziosi stucchi ottocenteschi ed un sontuoso altare maggiore in stile barocco nella cui nicchia policroma è collocata una statua di San Leo in marmo bianco (1582). In un’altra cappella, protetto da un vetro e chiuso da un lucchetto si trova il  mezzo busto di San Leo in argento cesellato con alla base una teca contenente le reliquie del Santo, che da eremita basiliano ha vissuto nell’Aspromonte. La Bovesìa è molto devota a San Leo, umile e misericordioso con i poveri che aiutava, si racconta, raccogliendo pece e barattandola a Messina con il pane.

Camminando dietro al Santuario si giunge nella zona di “Cuveddu” dove si trova Palazzo Tuscano (XIX sec.) oggi sede del Centro Visita del Parco dell’Aspromonte, dedicato alla Minoranza Linguistica dei Greci di Calabria.

Uscendo e proseguendo sulla sinistra, per Via Dante, si percorre la salita che porta ai  ruderi del Castello Normanno che sorge in cima ad uno sperone roccioso. Dal Castello lo sguardo spazia in tutti i punti cardinali e da lì si capisce in quale posizione strategica Bova sia stata costruita e perché sia soprannominata la Chòra della Calabria Greca. La sorpresa è unica quando, sul tetto del vecchio acquedotto si trova un piccolo teatro all’aperto. La sensazione è di essere giunti sull’Olimpo… Al Castello si addossavano le mura di cinta della Città e una torre a pianta circolare, la Torre Normanna (XI sec.), ancora oggi esistente.

Alle pendici del Castello si trova la Cattedrale di Bova (IX sec.) di origine normanna e dedicata a Santa Maria dell’Isodia, che è stata restaurata nel 2012 e all’interno sono visibili attraverso un pavimento a vetrata delle antiche e suggestive tombe. In fondo all’abside centrale è situato l’altare maggiore al di sopra del quale è collocata la statua della Madonna della Presentazione, o Madonna dell’Isodia col Bambino tra le braccia, scolpita in marmo bianco e alta circa un metro. La Torre Campanaria, distaccata dalla Chiesa, è fornita di quattro campane, e il campanone è chiamato anche “campana di marzo”, perché suonava ogni venerdì di Quaresima per ricordare a tutti il periodo penitenziale. Dietro al campanile, da un belvedere ombreggiato dai pini è possibile ammirare il Borgo ed il Mare in tutta la loro bellezza.

La visita prosegue scendendo per la Via Vescovado che, anche se percorsa in senso contrario, ricorda la Via Sacra che nelle città greche portava all’Acropoli. Si incontra la Chiesa del Carmine (XVII sec.) una graziosa cappella gentilizia che ogni anno, nove giorni prima del 16 luglio, ospita le novene dedicate alla Madonna del Carmine, portata in processione con dei rami di quercia a cui vengono appesi dei lumini.

Poi si arriva al Borgo dei Mestieri (2015), un museo multimediale che al piano terra prevede un forno comunitario e al piano superiore un allestimento degli antichi ambienti domestici  di Bova. Scendendo per la Via San Costantino si arriva a Palazzo Mesiani (fine XVIII sec.) di proprietà del Comune e aperto in occasione di mostre ed eventi. Per ristorarsi c’è la Fontana di Petrofillipo e, da una delle tante stradine in discesa, si arriva nuovamente alla Piazza.

Pranzare a Bova è sempre un’esperienza positiva in quanto i piccoli ristoranti locali sono a gestione familiare e propongono una cucina attenta alle tradizioni greco calabre ed alla stagionalità.

Il viaggio continua, dopo il pranzo, con la visita al Museo della Lingua dedicato a Gerhard Rohlfs (2015), famoso filologo, linguista e glottologo tedesco che con i suoi studi contribuì a valorizzare la lingua e la cultura dei Greci di Calabria. Il Museo permette al visitatore di compiere un viaggio nel mondo contadino della Calabria Greca della fine ‘800 inizi ‘900, proposto attraverso l’ambientazione di momenti quotidiani, strumenti di lavoro, e testi fondamentali per la ricostruzione storica come il “Dizionario dialettale della Calabria” dello stesso Rohlfs.

Il Museo si trova nella parte bassa del Borgo e si raggiunge passando sotto l’Arco di Palazzo Nesci o scendendo le scalinate che portano alla Chiesa di Santa Caterina. Al piano terra del Museo è possibile accedere allo Spazio Informativo e di Accoglienza del Parco Culturale della Calabria Greca in cui il visitatore può trovare tutte le informazioni necessarie per potere conoscere il patrimonio naturale e culturale del territorio e poter accedere ai servizi di accoglienza ed ospitalità attraverso un Totem Multimediale Interattivo. La struttura accoglie anche la Redazione della Grekopedìa (la Civic Digital Library (CDL) della Calabria Greca, creata grazie ad un  progetto del GAL Area Grecanica) uno strumento innovativo per documentare non solo la memoria storica dei Greci di Calabria ma anche l’identità attuale e la proiezione nel futuro. In un’apposita piattaforma, utilizzando gli standard nazionali (CulturaItalia.it) ed europei (Europeana.org), sono raccolti e resi fruibili sul web a livello internazionale i testi, le immagini, i suoni della Calabria Greca relativi al patrimonio culturale, naturale e sociale.

Un altro Museo interessante da visitare è il Museo Civico di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte. Ubicato nell’ex Pretura, accoglie al suo interno un’esposizione di circa 300 mq in cui vengono trattati i Primordi, il Pre-Cambrismo, il Paleozoico, il Mesozoico, il Cenozoico, il Neozoico, il Fanerozoico in un percorso ideale di viaggio a ritroso nel tempo. Fiore all’occhiello del Museo è il Laboratorio Didattico “Un giorno da paleontologo”, rivolto alle scolaresche, che integrando il percorso museale aiutare gli studenti a comprendere, in modo facile ed intuitivo, i primi fondamenti della paleontologia.

Questa proposta di “Viaggio nella Chòra lungo un giorno” ricca di tante suggestioni e nel contempo priva di altri bellissimi luoghi non menzionati ma da scoprire, può sicuramente essere estesa ad un fine settimana in quanto a Bova esistono degli accoglienti Agriturismi e Bed & Breakfast che permettono di apprezzare la quiete e l’antica ospitalità dei Greci di Calabria. Infatti in tutta la Calabria Greca, nonostante i mutamenti dei tempi,  permane ancora  quell’amore e rispetto per lo Straniero, la filoxenia, che fa sentire ogni Visitatore Unico.

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Informazioni Utili

Per informazioni relative all'organizzazione della visita nel Borgo di Bova contattare l'Agenzia Pucambù inviando una email a info@pucambu.it.

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