B&B Il Gelsomino

Disponibilita Camere

Bambini e Posti Extra

Sì.

Camere

  • Camera 1 - Il Gelsomino

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    Max:

    Servizi Camera: Aria condizionata, Internet, Televisione

    Camera doppia con possibilità di inserire un terzo posto letto. Camera con bagno privato.
    Le camere del B&B “Il Gelsomino” si trovano al piano primo e secondo della villa, sono confortevoli e hanno finiture di pregio (parquet, cotto fiorentino…).
    Camera dotata di terrazzo privato.
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  • Camera 2 - Il Gelsomino

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    Max:

    Servizi Camera: Aria condizionata, Internet, Televisione

    Camera doppia con possibilità di inserire un terzo posto letto.
    Le camere del B&B “Il Gelsomino” si trovano al piano primo e secondo della villa, sono confortevoli e hanno finiture di pregio (parquet, cotto fiorentino…).
    Camera dotata di terrazzo privato.
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  • Camera 3 - Il Gelsomino

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    Max:

    Servizi Camera: Aria condizionata, Internet, Televisione

    Camera doppia o matrimoniale.
    Le camere del B&B “Il Gelsomino” si trovano al piano primo e secondo della villa, sono confortevoli e hanno finiture di pregio (parquet, cotto fiorentino…).
    Camera dotata di terrazzo privato.
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  • Camera 4 - Il Gelsomino

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    Max:

    Servizi Camera: Aria condizionata, Internet, Televisione

    Camera doppia o matrimoniale.
    Le camere del B&B “Il Gelsomino” si trovano al piano primo e secondo della villa, sono confortevoli e hanno finiture di pregio (parquet, cotto fiorentino…).
    Camera dotata di terrazzo privato.
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Informazioni Generali

Il Gelsomino si trova in un piccolo centro nel comune di Melito di Porto Salvo, Prunella.
Un posto tranquillo, lontano dal caos della città, il luogo giusto dove comfort e relax trovano la massima unione.
E’ una villa di recente costruzione, immersa nel verde, che domina sulla valle del Tuccio, a soli 2 chilometri dal mare e altrettanto vicina alla montagna, ben collegato con l’Aeroporto dello Stretto e a 30 chilometri da Reggio Calabria, nel cuore nell’Area Grecanica.
Il nostro B&B è dotato di camere singole, camere doppie con bagno e camere doppie con bagno in comune, con la possibilità di aggiungere un posto letto. Le camere sono spaziose, luminose, dotate ognuna di un proprio terrazzo e climatizzate autonomamente. In un’ampia sala con divani e televisore è servita la prima colazione, mentre nella bella stagione sono i terrazzi i protagonisti dello spazio comune. Le colazioni offrono un’ampia varietà di soluzioni: pane, dolci e marmellate fatte in casa, salumi e formaggi tipici del posto, croissant, succhi e frutta di stagione. Offriamo anche la possibilità di parcheggio custodito, a seconda delle disponibilità.

Disponiamo di appartamenti indipendenti, con camera climatizzata e servizio autonomo, all’occorrenza è disponibile l’uso della cucina.

Il Gelsomino collabora con associazioni e gruppi molto attivi sul territorio, in particolare con l’Associazione Radici asp.

Ci piace passare del tempo insieme ai nostri ospiti e siamo soliti organizzare cene con prodotti tipici, per poter far conoscere e gustare i sapori della nostra terra. Queste cene sono programmate a tempo debito con prenotazione e solo per un numero limitato di ospiti.

Rivolgendovi a noi potrete apprezzare una Calabria diversa, fatta di escursioni in luoghi ancestrali, di tradizioni e sapori esclusivi.

La nostra priorità è innanzitutto quella di offrirvi comfort e sicurezza. Inoltre, se un’atmosfera accogliente e i prezzi concorrenziali fanno al caso vostro, questa è senza dubbio la scelta giusta!

Si effettuano sconti per comitive e per periodi prolungati.

Servizi

Possibilità di scegliere tra letti matrimoniali o singoli
Lettini per bambini
Camere di standard superiore con bagno privato
Colazione inclusa
Cucina con stoviglie a disposizione per preparare indipendentemente la prima colazione e un frigorifero per poter conservare i propri cibi
Aria condizionata
Televisione
Ampi terrazzi
Parcheggio

Località

Prunella è una piccola frazione di circa 800 abitanti situata nel comune di Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria. Un tempo, la frazione apparteneva al comune di San Lorenzo, insieme all’abitato di San Pantaleone (San PantaLeo) e San Lorenzo Marina (SartoLaVecchia). Nel dopoguerra passò definitivamente, vista la vicinanza, al comune di Melito di Porto Salvo.
Il nome. L’etimologia del nome non è sicura, ma sembra derivi dalle grandi piantagioni di alberi di “Prune”, che un tempo abbondavano nei terreni circostanti al paese.
La frazione si divide in tre abitati: Prunella Superiore (Supra Casi), Prunella Media (Menzu Casi) e Prunella Inferiore (Jusi Casi).
Prunella Superiore (Supra Casi), la più elevata delle tre nonché la più estesa, si sviluppa a nord; l’edificio più importante è la chiesa dedicata a Giovanni Battista.
Prunella Media (Menzu Casi) si estende al centro del paese; il luogo religioso di maggiore importanza è la chiesa dell’Addolorata.
Prunella Inferiore (Jusi Casi) è formata da poche case, per lo più popolari; è situata a sud e si sviluppa attorno alla piccola piazzetta principale dello stesso abitato.

Festività ed eventi. Il 24 giugno, Prunella celebra la festa in onore del patrono San Giovanni Battista. La processione del pomeriggio, che segue la statua di San Giovanni con un agnello, attraversa tutto il paese e si ritira verso la sera nella chiesa omonima. La sera della festa continuano i festeggiamenti civili, che si tengono generalmente nella piazza antistante la chiesa ed hanno come protagonisti gruppi folkloristici locali e vari gruppi musicali giovanili, mentre le bancarelle affollano le strade del paesino.
Nel mese di agosto si tiene inoltre la Festa dell’Emigrato, in ricordo di tutti i prunellesi emigrati negli anni precedenti verso il Nord Italia, l’Europa e l’America. Negli ultimi anni la festa è spesso accompagnata dalla Sagra della Crispella (con degustazione gratuita di crispelle). Durante questo periodo, il paese è animato da giochi in piazza e spettacoli musicali vari.
Durante l’ultima domenica di Settembre si svolge la festa dell’Addolorata. La processione segue le piccole stradine di Prunella e si conclude verso sera, quando la piazza dell’Addolorata, a Prunella Media, è piena di gente del paese che aspetta l’arrivo della vara della Madonna Addolorata in chiesa.
Durante i vari festeggiamenti che si svolgono nel corso dell’anno, è usanza tipica della sola frazione di Prunella, fare il Ballu du Camiddhu (Ballo del Cammello): una struttura realizzata in canna di palude, originariamente con la forma di un cammello e successivamente con la forma di un asino (in dialetto: sceccu, da cui l’altra denominazione U Ballu du Sceccu usata da altre zone del reggino che hanno importato l’usanza di tale ballo negli ultimi anni). Dalla struttura fuoriescono dei petardi e fuochi d’artificio, che vengono accessi all’inizio della danza: il camiddhu viene “ballato” lentamente a suon di tarantella da una persona che si cela dentro la struttura dell’asino e durante il ballo, i fuochi di artificio illuminano la gente che assiste allo spettacolo pirotecnico. Ad annunciare la fine del ballo è il camiddhu stesso, che dopo aver esploso i petardi dalle varie parti del corpo, alla fine li esplode velocemente dalla “coda”, che gira vorticosamente. Oggi la tradizione di questo appuntamento di festa collettiva è affidata ai giovani prunellesi. Il significato del Ballu du Camiddhu è l’esorcizzare e ricordare la cacciata dell’invasore turco dai territori della Calabria, dopo vari secoli di dominazione che portarono alla sottomissione e povertà delle popolazioni locali: il cammello, infatti simboleggia tale popolo e la sua “morte” tramite i fuochi pirotecnici durante il ballo, allegoricamente conferma la cacciata e quindi la sconfitta dell’invasore turco dalle terre calabre.

Le ninnarelle natalizie prunellesi. Durante il periodo pre-natalizio, dal 16 al 24 dicembre, è tradizione locale dei bambini prunellesi quella di passare di casa in casa durante le prime ore pomeridiane, intonando le Novene (nove giorni) o Ninnarelle natalizie: sono 9 canzoni natalizie tradizionali, molto antiche, cantate in dialetto, tramandate da diverse generazioni. Il testo di tali ninnarelle varia ogni giorno, e in generale raccontano la storia della Nascita di Gesù Bambino, ma attraverso il linguaggio e le espressioni semplici di come le canterebbe un umile pastore. Il canto è accompagnato dal suono del “circu” (cerchio), un telaio di legno di forma ovale o rotonda; il legno è a fascia larga, in modo da permettere di sorreggere con le mani l’intero “circu”. All’interno del “circu” è presente una o più file di campanellini (in genere, le campane usate per il pascolo delle pecore) sorretti da un filo di ferro che attraversa il telaio dello strumento. In passato il numero dei campanellini indicava lo status sociale della famiglia del bambino che li suonava. Per suonare il “circu” il bambino scuote il telaio di legno, facendo così suonare le campane appese e sul suono delle stesse, intona la ninnarella del giorno. Solo l’ultimo giorno della novena, il 24 dicembre, il “circu” è adornato a festa con nastrini colorati, tutti avvolti intorno al telaio di legno. Per non perdere e dimenticare le tradizioni locali e paesane, specialmente quelle del periodo natalizio.

Il bergamotto. Prunella produce ormai da circa 80 anni un buon quantitativo della produzione della zona reggina, di Oro Verde, cioè il Bergamotto: sono vaste e rigogliose distese di alberi del cosiddetto “Pero del Signore” (dal turco: beg armudi). Il succo del bergamotto viene utilizzato largamente nell’industria cosmetica mondiale e nelle essenze dei profumi più rinomati. Dal punto di vista climatico l’area è caratterizzata da un microclima che nelle mappe climatiche viene classificato come area “tropicale temperata umida” caratterizzata da venti medio/forti che soffiano per quasi tutto l’anno, estati calde senza pioggia, inizio primavera e fine autunno molto piovosi e inverni con temperature giornaliere quasi sempre superiori ai dieci gradi. I giorni di sole sono mediamente 300 l’anno. Viene coltivato in tre cultivar: femminello, castagnaro e fantastico. Si distinguono in particolare per i frutti: il femminello è più produttivo, ma presenta frutti più piccoli delle altre cultivar e lisci, il castagnaro è vigoroso con frutti più grossi e rugosi, il fantastico è simile al femminello ma con frutti piriformi.

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Check-in

10:00

Check-out

10:00

Pagamenti Accettati

Bonifico o contanti.

Prezzi a persona: min. euro 20, max. euro 35
Prezzi doppia: min. euro 45, max. euro 70

Nota: i bambini da quattro a sette anni pagano 15 euro al giorno, i bambini al di sotto dei quattro anni non pagano.

I prezzi indicati sono riferiti ad ogni singolo ospite, includono colazione, tv, pulizia giornaliera di camere e servizi, ampi terrazzi. Vi è inoltre possibilità di parcheggio coperto o scoperto custodito.

Servizi

  • Aria condizionata
  • Parcheggio
  • Televisione

Melito Porto Salvo

Melito Porto Salvo

Melito Porto Salvo ha conosciuto una veloce crescita demografica negli ultimi vent’anni dovuta in particolar modo all’abbandono delle aree interne sovrastanti.

In età bizantina la sua importanza era però relativa, quasi di borgo satellite, sbocco al mare della più importante Pentedattilo.

Melito (anticamente “Melìto”) deve il proprio nome alla presenza del fiume omonimo, “potamòs tu Melìtu”. Anche in arabo era definito “wadi al asal”, fiume del miele, per l’elevata produzione di miele nella zona.

La “seconda parte” del toponimo, invece, fa riferimento alla devozione per la Madonna di Porto Salvo, culto soprattutto “marinaro” in un circondario rituale assolutamente “rurale”.

Nel contesto della storia nazionale Melito Porto Salvo è ricordata per i due sbarchi garibaldini: il 19 Agosto 1860, quando Garibaldi andò incontro, vincente, a Vittorio Emanuele II, e il 25 Agosto 1862, quando invece dovette scontrarsi con i piemontesi sostenuti due anni prima.

Casa Ramirez, una palazzina ottocentesca che si affaccia sulla 106, reca ancora le tracce di un bombardamento avvenuto mentre l’Eroe dei due Mondi dormiva ai piani bassi dell’edificio, oggi adibito a ristorante. In realtà il suffisso “Porto Salvo” rimanda alla Vergine più venerata dai marinai e dai pescatori, i primi ad abitare le marine quando ancora erano minacciate dai Turchi.

IL NOME

Deriva dal greco potamos tou Melitos, ossia “fiume del miele”. L’appellativo si riferisce al vicino santuario di Santa Maria di Porto Salvo, chiamato così perché dava rifugio alle imbarcazioni.

FRAZIONI E LOCALITÀ 

Annà, Armà, Caredìa, Concessa, Lacco, Lembo, Marina, Musa, Musupuniti, Paese Vecchio, Pallica, Pentedattilo, Pilati, Porto Salvo, Prunella, San Leonardo, Sbarre.

LA STORIA

Melito di Porto Salvo, con i suoi circa 12.000 abitanti è il centro più esteso dell’Area Grecanica e sorge nel punto più meridionale della Calabria, sulla foce della fiumara del Melito.

È una località balneare e agricola circondata da ampi agrumeti. Il luogo fu abitato fin dall’epoca romana, ma furono i Bizantini, nel sec. XV, a introdurvi la coltura del bergamotto. La fondazione della città si deve ai primi abitanti di Pentedattilo; la cittadina si sviluppa a partire dal centro storico che sorge sulla collina, per digradare dolcemente verso il Mar Ionio, dove sono localizzate le espansioni più recenti e dove si estende su circa 4 chilometri di costa.

Secondo gli storici locali, Melito era sicuramente abitata in epoca tardo-romana, anche se la conferma di ciò è data solamente dal ritrovamento nella parte più antica (presso la collinetta Calvario) di una necropoli del V-VI secolo d.C; si suppone poi che, sempre in epoca tardo-romana, il posto fosse una stazione di scambio e riposo per i viaggiatori che da Reggio Calabria si recavano a Locri.

Secondo quanto narra un’antica leggenda, un quadro con l’effige di una Madonna, trovato sulla spiaggia, nel periodo delle incursioni dei Saraceni, sarebbe giunto dal mare per proteggere il sito ed i suoi abitanti dalle scorrerie turche. Sul luogo del ritrovamento, i melitesi edificarono un Santuario che oggi accoglie la sacra effige. La sua costruzione fu promossa da Don Domenico Alberti, marchese di Pentedattilo da cui dipendeva il feudo di Melito. In seguito a questo evento, gli Alberti promossero lo spostamento dei coloni da Pentedattilo verso la zona più pianeggiante e quindi più produttiva, fu così che la città cominciò ad espandersi.

Nella seconda metà del XIX secolo si andò completando lo spostamento di tutte le istituzioni civili e religiose da Pentedattilo a Melito.

GARIBALDI E I MILLE

Melito scrisse il proprio nome nella storia dell’unità d’Italia, accogliendo Giuseppe Garibaldi ed i suoi valorosi “Mille” che, provenuti dalla Sicilia, sbarcarono il 19 agosto del 1860 sulla spiaggia di Rumbolo, a poche centinaia di metri dal Santuario di Porto Salvo. Garibaldi sbarcò nuovamente a Melito di Porto Salvo il 25 agosto 1862, allorquando giunse in Calabria con le sue Camicie Rosse durante una sua operazione militare volta a conquistare Roma e scacciarne il Papa Pio IX.

SCOPRIRE LA CITTADINA

La località di Melito Porto Salvo è una delle località balneari segnalate con due vele nella Guida Blu di Legambiente e fa parte della Comunità Montana Versante Jonico Meridionale Capo Sud.

Per giungere al paese ci si deve avventurare in una stradina assai lunga, chiamata Via Lembo (soprannominata “Lembo d’Italia” perché simbolo della parte estrema dello stivale); percorrendola s’incontra la fontanella con “l’acqua buona”, che una volta arrivava direttamente dalle montagne; proseguendo ci si addentra proprio nella cittadina che si divide in Melito Alta e Melito Bassa: nella parte alta casette si arroccano su collinette asfaltate, particolarmente ripide, mentre verso valle si incontrano botteghe artigiane e negozi.

Grande fascino suscita poi il lungomare di Melito che affaccia sul mare Jonio e ha come sfondo la Sicilia e in particolare l’Etna, che in serate limpide regala fantastici scenari.

Da visitare il Museo Garibaldino edificato sul lungomare di Melito Porto Salvo nel punto esatto in cui Giuseppe Garibaldi e i Mille (le Camicie Rosse) sbarcarono nei lontani 1860 e 1862. Il museo si compone di tre parti: l’area esterna (qui si trova la nuova stele garibaldina che si è sostituita alla vecchia originale, ormai smantellata); una zona sotterranea contenenti le tombe di alcuni alleati di Garibaldi; e il museo vero e proprio in cui si possono vedere le armi e gli indumenti dell’eroe dei due mondi, numerosi suoi documenti e fonti inerenti lo sbarco dei Mille.

Sempre sul Lungomare dei Mille da visitare il santuario dedicato alla Madonna di Porto Salvo che fu costruito nel 1680 per volere del Marchese Domenico Alberti di Pentedattilo, sui resti di un più antico edificio che sorgeva, non a caso, in una località, detta nel Trecento “Portus Veneris”. Sull’altare della chiesa, troneggia la tela della Madonna di Porto Salvo, raffigurata mentre protegge un veliero in balia delle onde. Dipinta agli inizi del Settecento da Antonio Cilea, torna annualmente in processione a Pentedattilo, rinsaldando il legame di questa comunità con la rupe a forma di mano. La processione, che si svolge l’ultimo sabato di Aprile, è certamente il momento religioso più sentito dai 12.000 mila residenti di Melito di Porto Salvo, il centro demograficamente più consistente dell’Area Grecanica, frutto dello spopolamento dei versanti grecanici, a seguito dell’alluvione del 1952.

IL BERGAMOTTO

La particolarità che colpisce il visitatore appena arrivato in questi luoghi è l’inconfondibile odore dei bergamotti, agrumi che hanno fatto di questa cittadella il centro per la produzione più importante già dal lontano ‘400.

Il bergamotto è un agrume classificato come Citrus Bergamia Risso, appartiene alla famiglia delle Rutacee, sottofamiglia Mesperidee, genere Citrus. Il frutto presenta forma sferica con un peso medio intorno ai 200 grammi e il colore a maturazione è giallo; la fioritura va da Novembre a Marzo. Il suo habitat più idoneo ed esclusivo è costituito dalla sottile striscia di terra, lunga poco più di cento chilometri, compresa tra le propaggini estreme dell’Aspromonte e i mari Jonio e Tirreno, in provincia di Reggio Calabria.

La coltivazione e la commercializzazione della sua essenza, hanno costituito per oltre 50 anni, fino ai nostri giorni, un raro momento di imprenditorialità agricola di respiro internazionale per la Calabria.

ORIGINI DELL’ORO VERDE

L’origine del bergamotto è incerta. Molti ritengono che derivi dalla mutazione di un’altra specie. L’etimologia più attendibile è quella che lo fa derivare da Berg-armudi, ovvero “pero del Signore” in turco, per la somiglianza del bergamotto con la pera bergamotta.

Il frutto e il suo olio essenziale sono indispensabili nell’industria profumiera; la sua essenza viene impiegata anche nell’industria farmaceutica per il suo potere antisettico e antibatterico. Ma l’essenza di bergamotto è usata anche nell’industria alimentare e dolciaria: liquori, the, caramelle, canditi.


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Mappa

Cellulare

333/4938970

Sito WEB

www.ilgelsomino.org

Indirizzo

Via Prunella Media, n. 50 - Melito Porto Salvo (RC)

Come raggiungerci

Da Reggio Calabria imboccare la SS 106 in direzione Taranto e poi la SS 183 direzione Chorio/Bagaladi, la prima uscita è Prunella. Giunti a Prunella seguire la segnaletica del b&b per giungere a destinazione.