Danza nella Calabria Greca

Descrizione

Danza 1 - Danzatrice (Domenico Nucera)

Pios tragudài to calocèri to chimòna chorègui.

Chi canta d’estate d’inverno balla.

La musica è compagna di vita dell’uomo. Ne è la sua colonna sonora. Anche nella montagna dei Greci di Calabria ogni occasione è buona per suonare, cantare e ballare, sia durante le incombenze lavorative nei vari periodi dell’anno, sia nei momenti riservati allo svago, sia in ricorrenze religiose e di festeggiamenti civili o strettamente familiari.

Un tempo le lunghe giornate al pascolo e nel duro lavoro dei campi erano addolcite dal suono della zampogna che riempiva le silenziose vallate greco-aspromontane, talvolta accompagnato dal canto. Il suono ed il canto sono stati, da sempre, sin dalle prime forme di vita associata, i migliori antidoti per combattere ed alleviare la fatica e la solitudine dei contadini e, specie, dei pastori.

“Plen glicìo tu cruma tu nerù condà tu pigadìu ene to dicòssu, cerameddhàro, ti scorpìszise ston àero musica palèa ce asciunnàse ste spichè ghiomàte iplo, ciòmeni nostalgìa …”

Più dolce del suono dell’acqua là presso la fonte è il tuo, o zampognaro, che disperdi nell’aria musica antica e risvegli negli animi intorpiditi dal sonno bruciante nostalgia.

Mùsica palèa Musica antica da Chimàrri di Salvino Nucera.

Oggi la musica e la danza continuano a rappresentare una risorsa preziosa per gli abitanti dell’area greco-calabra. I canti, i suoni, la danza vengono trasmessi, insegnati, ai giovani (familiari e non) che hanno voglia di imparare a cantare, avendo una bella voce, e a suonare, iniziando con i flauti che li prepareranno al suono delle zampogne. Con fatica si sta cercando di preservare i suoni e i canti tradizionali, in un mondo sempre più globalizzato. La passione di alcuni giovani, curata dalla pazienza degli anziani sta mantenendo viva la tradizione.

U Sonu a ballu

San imbènnite sto chòremna èchite na chorèsoite.

Quando entrate nel ballo dovete ballare.

E’ uno spettacolo emozionante vedere le movenze, i gesti, le coreografie disegnati dai corpi che si muovono al suono delle cerameddhe o dall’arganetto e dei tamburelli durante u sonu a ballu.

Inserisci Video Sonu a Ballu

Anziani e giovani, uomini e donne, guidati da u mastru e ballu danzano u sonu. Trasformano i suoni ed il ritmo in espressioni corporee. Il loro volto, i loro occhi, le loro braccia, i loro piedi diventano un tutt’uno con la musica. In questo dialogo, principalmente di coppia, invitata al centro a danzare da u mastru e ballu, e di gruppo, che si dispone a rota intorno alla coppia e convibra coi danzatori, è come se si fermasse il tempo. E si creasse uno spazio entro il quale ognuno, attraverso i gesti e le espressioni del corpo e del viso comunicasse i messaggi più intimi. Uno spazio ed un tempo catartici, liberatori, entro i quali poter vivere ed esprimere sentimenti d’amore, d’amicizia, di voglia di vivere e di godere la gioia dello stare insieme.

 

Fonte

Booklet Collana Editoriale del Parco Culturale della Calabria Greca- Sezione Musica e Danza.  A cura di Domenico Morello, Salvino Nucera, Francesca Prestia.

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LocalitaCalabria Greca
Tipo RisorsaMusica e Danza